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Ultimo aggiornamentoMar, 24 Gen 2023 1pm

Le organizzazioni di trafficanti di vite umane utilizzando anche velieri per portare migranti in Puglia

Ormai per eludere i controlli gli immigrati clandestini utilizzano anche dei comodi e lussuosi velieri. Quello intercettato stanotte dai mezzi del Reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza di Bari al largo del Capo di Leuca di immigrati a bordo ne aveva ben 36. Nulla da paragonare al lusso bi-albero sequestrato l'11 giugno nei pressi di Otranto. Gli immigrati trasportati sino in Puglia in quell'occasione furono 45 migranti di diverse nazionalità: afgani, pachistani, yemeniti.

Il veliero sequestrato questa notte è di 13 metri. Viaggiava in mare aperto quando è stato accostato dai militari della Finanza. A bordo 15 uomini, 13 donne e otto bambini. Tutti sono stati trovati in buone condizioni di salute, anche se per due donne è stato necessario il ricovero in ospedale, a Tricase (Lecce), per accertamenti ma subito dopo sono state dimesse. Gli immigrati sono somali, afghani e siriani. C'erano anche due uomini di nazionalità turca con loro. Entrambi sono sospettati dagli investigatori di essere gli scafisti, coloro cioè che hanno lucrato da questo trasporto di vite umane e pilotato il natante.

Per tutti loro sono scattate le procedure di identificazione e fotosegnalamento con il trasporto al Centro di accoglienza di Otranto 'Don Tonino Bello'. Il veliero è ora presso gli ormeggi della Sezione Operativa Navale di Gallipoli dove risulta sotto sequestro.

Non solo gommoni e vecchie imbarcazioni in legno quindi vengono utilizzati dai trafficanti di uomini per portare la loro “merce” sulle coste pugliesi: ora si viaggia, per chi ne ha le possibilità economiche, anche in barca a vela. Questa "novità” fu rilevata per prima volta nell'agosto scorso quando gli investigatori, stentando a credere ai propri occhi, videro che un lussuoso yacht fu utilizzato nel Salento da facoltose famiglie siriane come stratagemma per cercare di eludere i controlli e raggiungere in clandestinità l’Italia confondendosi tra i diportisti che nel periodo estivo navigano numerosi lungo le coste pugliesi.

Una strategia che, come dimostrano i risultati delle due operazioni antimmigrazione compiute questo mese, è oramai inefficace. (Carmelo Molfetta)