Lun26072021

Ultimo aggiornamentoDom, 25 Lug 2021 6pm

A Bitonto compiuto femminicidio in casa di immigrati

Ha ammazzato a coltellate la moglie un tunisino di 40 anni e poi ha tentato di suicidarsi lanciandosi dal balcone di casa. E' accaduto a Bitonto, in provincia di Bari, in via Pertini. La vittima è una pugliese di 29 anni, Mariagrazia Cutrone. Il femminicidio è stato compiuto questa mattina, poco dopo le 7.30, quando nella loro casa c'era la più piccola dei figli: una bimba di soli tre anni. Ancora non è chiaro se se abbia assistito all’aggressione. Gli altri due figli, di 5 e 7 anni, erano invece già usciti per andare a scuola.

L'omicida è Mustafà Ouslati, da tempo disoccupato. L'assassinio è stato compiuto nella stanza cucina dell'appartamento, al terzo piano della palazzina. Ouslati ha impugnato un coltello da cucina con una lama di circa 20 centimetri ed ha colpito e ferito sua moglie una decina di volte. Poi, disperato, ha tentato il suicidio gettandosi dal balcone dove c'è installata una parabola che serviva per captare i programmi televisivi della Tunisia. A dare l'allarme è stato un passante che ha trovato a terra il corpo del tunisino ed ha avvisato i carabinieri.  

Nell'ultimo periodo in casa si susseguivano sempre più frequentemente i litigi dei coniugi, soprattutto per motivi economici ma anche per immotivata gelosia. A provvedere al sostentamento economico della famiglia era Mariagrazia che a Bitonto ci viveva da sempre. La casa di via Pertini è di proprietà della madre della vittima. Più volte Mariagrazia si lamentava con il marito del mancato impegno lavorativo. A lei sembrava che il marito ormai da anni non cercasse più di lavorare e che in precedenza con troppa facilità era riuscito a farsi licenziare.

Per quei litigi i carabinieri erano intervenuti anche ieri. La donna si era recata nella caserma che dista poche decine di metri da casa per denunciare il marito violento. Era sera, circa le 20, secondo quanto ricorda Antonia Tatulli, una vicina di casa. "Ero pronta a telefonare a carabinieri perché troppo preoccupata dalle urla e dai pianti di bambini e della donna. Poi ho visto la madre con i bambini andare verso la caserma e non ha più fatto quella telefonata. Lei era una brava ragazza, educata e dolcissima". Il suo racconto finisce qui. Invece dai carabinieri poco dopo c'è arrivato anche il marito. C'è stato il chiarimento tra i coniugi e la donna non ha presentato più la denuncia. A casa sono tornati insieme e l'uomo è stato semplicemente redarguito verbalmente dai militari. Ora Antonia Tatulli dice che questa tragedia "si sarebbe potuto evitare". 

Le condizioni dell'immigrato sono gravi ma non è in pericolo di vita. Ora è ricoverato al Policlinico di Bari. L'uomo è piantonato dai carabinieri perché dichiarato in stato di fermo con l'accusa di omicidio volontario. Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Antonino Lupo. (Giancarlo Vincitorio)