Mer23062021

Ultimo aggiornamentoMar, 08 Giu 2021 3pm

Cadavere saponificato trovato in un bidone abbandonato in una campagna di Gallipoli

Ucciso e lasciato a marcire in un bidone cilindrico metallico. La vittima è forse un senegalese, la cui scomparsa era stata denunciata la scorsa estate.

Il macabro ritrovamento è stato fatto a Gallipoli dai carabinieri. Ad avvisarli è stata una telefonata anonima: “lì c'è un bidone con all'interno un uomo ammazzato”. Seguendo quelle indicazioni i militari hanno trovato in una zona di campagna un bidone di colore verde, di quelli utilizzati per contenere 200 litri di carburante. Era adagiato sul terreno in modo orizzontale. Nella sommità c'era un blocco di cemento e dall'altra pietre tenute insieme dalla calce. Sulla fiancata del bidone c'erano rami e fogliame secchi.

All'interno i carabinieri hanno trovato i resti saponificati di un corpo. Un'operazione compiuta con l'ausilio dei vigili del fuoco di Gallipoli e del personale della sezione Rilievi del Reparto operativo dei carabinieri. Le indagini sono coordinate dalla direzione distrettuale antimafia.

I carabinieri hanno subito informato del ritrovamento il magistrato di turno alla Procura di Lecce e la Direzione distrettuale antimafia. Un primo esame del corpo è stato fatto da un medico legale. Il cadavere è stato trasferito nell’obitorio dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce dove per fine settimana sarà eseguita l’autopsia. Gli esiti, si spera, che possano dare risposte in riferimento alla data della morte e all'identità della vittima oltre ovviamente alle cause del decesso. Per quest'ultimo aspetto un'ipotesi sembra già esserci perché ad aiutare gli investigatori c'è da considerare il ritrovamento sulla vittima di una corda di nylon della lunghezza di circa 60 centimetri. Questo lascerebbe pensare che la vittima, prima che il corpo fosse nascosto nel fusto, sia stata strangolata.

Tutto lascerebbe immaginare per il momento che si sia trattato di una esecuzione compiuta da elementi appartenenti ad organizzazioni mafiose. Le modalità dell’occultamento del cadavere sembrerebbero proprio quelle in uso nel mondo mafioso. E' stata la colata di calce utilizzata per compattare l'unione delle pietre, secondo gli inquirenti, a rallentare il processo di decomposizione del corpo. Un particolare che renderà ancora più difficile il lavoro del medico legale. (Cosima Miacola)