Sab19102019

Ultimo aggiornamentoLun, 30 Set 2019 7pm

Tutti i nomi degli arrestati nel maxi blitz antidroga a Barletta.

Azzerati i quattro clan che si spartivano la città di Barletta per lo spaccio di droga. Sono 126 i nomi degli indagati che risultano nella documentazione dell’inchiesta di polizia giudiziaria compiuta dalla Compagnia Carabinieri di Barletta con il contributo del locale Commissariato di Polizia e il coordinamento dei pm Giuseppe Maralfa, Giuseppe Gatti e Lidia Giorgio. Inoltre risultano essere 21 le ordinanze di custodia cautelare eseguite questa mattina dai carabinieri. Nove tra i destinatari dei provvedimenti hanno potuto usufruire dei benefici degli arresti domiciliari. Tutti gli arrestati sono nati e residenti a Barletta. Contro di loro c’è l’accusa di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

Gli arresti sono stati decisi dal Gip di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. L'attività investigativa nasce nell'agosto del 2009 dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia che riferì degli intenti riorganizzativi della malavita barlettana. Negli anni si sono aggiunte le rivelazioni di altri “pentiti”. Complessivamente in questa indagine i collaboratori di giustizia risulterebbero essere addirittura 15. Sono stati determinanti per capire che a Barletta erano quattro i clan che si spartivano le zone dello spaccio di droga. Si conoscono anche i nomi dei capi di ciascun gruppo: i fratelli Albanese detti "i vaccari";  Luigi Lombardi detto "Gino melon"; Ruggiero Lattanzio Ruggiero (ucciso in via Dicuonzo lo scorso 15 gennaio) e Luigi Marchisella per il secondo clan. Il terzo gruppo è capeggiato da Cosimo Damiano Cannito detto Mimmo. Il quarto gruppo risulta essere organizzato dai fratelli Sarcina.
Questo è l'elenco degli arrestati. In carcere: Albanese Cosimo, 40 enne; Albanese Francesco, 45 enne; Albanese Gabriele, 47 enne; Albanese Raffaele, 42 enne, (già agli AA.DD. per altra causa); Albanese Savino, 48 enne; Cannito Cosimo Damiano, 62 enne; Dicataldo Rinaldo, 41 enne; Guerra Luigi Leonardo, 47 enne; Lombardi Luigi, (già detenuto per altra causa); Marchisella Luigi, 47 enne, (già agli AA.DD. per altra causa); Pellizzieri Saverio, 39 enne; Sarcina Pasquale, 39 enne.

Agli arresti domiciliari risultano invece Ardillo Umberto, 37 enne, (già detenuto per altra causa); Bruno Antonio Ruggiero, 34 enne; Cacciatore Alessandro Antonio, 29 enne, (già detenuto per altra causa); Dicuonzo Michele, 30enne; Diviccaro Ruggiero, 30enne, (già detenuto per altra causa); Lombardi Angelo, 37 enne; Pellizzieri Carmine, 42 enne; Santarsiere Giuseppe, 48enne; Sarcina Gianluca, 33enne.

"Siamo intervenuti - ha spiegato il procuratore aggiunto Francesco Giannella - prima che questi gruppi si evolvessero in vere e proprie organizzazioni mafiose, abbiamo cioè impedito che la presa di possesso del territorio assumesse i connotati della mafiosità". (R.T.)