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Ultimo aggiornamentoLun, 11 Nov 2019 10am

Migranti sbarcati a Taranto smistati soprattutto in quattro paesi europei

Soltanto 21 degli 88 migranti sbarcati a Taranto dalla nave Alan Kurdi resteranno in Italia. Tutti altri saranno smistati in quattro nazioni europee: 60 in Germania e Francia, 5 in Portogallo e 2 in Irlanda. il 16 ottobre c'e' stato un altro sbarco: dalla nave Ocean Viking arrivarono a Taranto 176 migranti. Oggi come allora le operazioni di soccorso a terra si sono svolte senza problemi. 

Gli 88 immigrati provengono da Nigeria, Gambia, Camerun, Guinea e Senegal. Questa volta i minori non accompagnati sono otto. Le operazioni di soccorso sono state coordinate dalla Prefettura. Vi hanno partecipato Comune di Taranto, Asl, Marina militare, polizia, autorità marittima e portuale, servizio 118, Guardia costiera, Croce Rossa e volontari. L’intera durata delle operazioni di sbarco è stata di circa un’ora. Tutti sono stati poi trasferiti negli hotspot dove è stata fatta la procedura di identificazione. A ciascuno è stato dato un kit per la doccia, indumenti intimi e vestiti. Entro due giorni saranno smistati per le nuove destinazioni. Dei 21 migranti che resteranno in Italia soltanto gli otto minori non accompagni saranno ospitati in Puglia.

Intanto proprio con la finalità di provare a mettere ordine a questo fenomeno migratorio dalle coste africane nell’interesse di tutti, dell’Italia, dei paesi di partenza ma soprattutto dei migranti, si procederà presto a modificare il memorandum con la Libia che da poco risulta scaduto. Libia e Italia, su richiesta del nostro Paese, torneranno a riunirsi nell’apposita commissione congiuta stabilita proprio nell’articolo 3 dello stesso memorandum. In commissione saranno proposte da parte dell’Italia delle modifiche finalizzate a rafforzare le condizioni per i migranti. L’Italia vuole che costoro abbiamo garanzia di migliore trattamento di stazionamento in Libia e di accoglienza su territorio italiano e sia ulteriormente migliorata la gestione delle operazioni di sbarco dopo il salvaggio in mare. La Libia ha già dichiarato che esprimerà la propria posizione solo quando conoscerà ufficialmente le proposte dell’Italia.

Proprio questa operazione di soccorso in mare compiuta sabato scorso – secondo quanto raccontato dal’equipaggio della nave Alan Kurdi – era stata contrastata dalla guardia costiera libica. Il capo equipaggio ha dichiarato di aver temuto il peggio “quando abbiamo recuperato i migranti e la nave è stata circondata da persone armate che ci hanno minacciato”. Il medico di bordo della nave Alan Kurdi ha dichiarato che i migranti erano ormai stremati dal mal di mare e alcuni di loro “avevano conseguenze sia delle ferite di armi da fuoco che delle torture che avrebbero subito nei campi di detenzione in Libia”. Ora però la loro vita, dopo lo sbarco in Italia e lo smistamento anche in altri paesi europei, è ormai al sicuro. (R.T.)