Ven27112020

Ultimo aggiornamentoGio, 29 Ott 2020 10am

Sequestrati 10 impianti fotovoltaici nel Barese: coinvolti imprenditori e pubblici dipendenti

Incassavano incentivi statali al fotovoltaico che non erano dovuti perchè l'autorizzazione per la realizzazione degli impianti era stata ottenuta presentando più progetti di piccole dimensioni riconducibili invece ad maxi impianti. Sarebbe questa l'accusa alla base dell'operazione compiuta dai finanzieri del comando provinciale e del reparto operativo aeronavale di Bari. Insomma, si tratterebbe di una truffa.

I militari hanno dato esecuzione, in diverse regioni d'Italia, ad un decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Bari - sezione del giudice per le indagini preliminari. L'operazione ha consentito di porre sotto sequestro ben 10 impianti fotovoltaici e patrimoni illeciti nella disponibilità persone e società indagate per circa 39 milioni di euro.

L'operazione è stata denominata 'Prometeo' ed ha visto impegnati cento finanzieri. Per quanto riguarda più specificatamente la provincia di Bari i parchi fotovoltaici sarebbero originariamente 3 ma con una operazione che ha simulato la frammentazione, grazie alla produzione di atti pubblici ideologicamente falsi, ne sono stati creati dieci impianti fotovoltaici contigui. Ciascuno di questi impianti minori ha avuto una potenza nominale inferiore alla soglia di 1 MW. In questo modo la società impreditrice ha avuto modo di accedere al più agevole titolo autorizzativo della “denuncia di inizio attività” e da trarre in inganno il “Gestore del servizio energetico” ed indurlo a corrispondere alle società coinvolte nelle indagini incentivi economici non spettanti, quantificati fino all’ottobre 2018 in circa 40 milioni di euro. 

Nel dicembre 2018, il Nucleo Operativo Metropolitano e la Sezione Aerea di Bari hanno compiutamente informato la A.G. circa le risultanze delle indagini complessivamente svolte, segnalando la responsabilità  penale di 37 soggetti (imprenditori, tecnici e funzionari pubblici) per i reati di falso aggravato e di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, nonché profili di responsabilità amministrativa derivante da reato (correlata alla omessa adozione di protocolli organizzativi idonei a prevenire il reato di truffa) in capo alle 6 società che hanno illecitamente percepito gli incentivi economici.

La Procura della Repubblica di Bari, condividendo la fondatezza delle evidenze di indagine raccolte e ravvisando i presupposti di fatto e di diritto per l’applicazione di una misura cautelare reale, ha richiesto al competente G.I.P. di provvedere in conformità. 

Il Tribunale di Bari, in accoglimento delle richieste avanzate dalla locale Procura della Repubblica, ha disposto il sequestro preventivo “impeditivo” dei dieci impianti fotovoltaici ubicati nella provincia di Bari, del valore di circa 50 milioni di euro, nonché il sequestro “diretto” e “per equivalente”, nei confronti delle persone fisiche e delle società indagate, di beni e disponibilità finanziarie fino alla concorrenza di circa 40 milioni di euro, pari agli incentivi economici illecitamente percepiti. 

Perfezionate le operazioni di sequestro, gli impianti fotovoltaici saranno immessi nella disponibilità di due amministratori giudiziari già nominati dalla A.G. che provvederanno alle loro gestione aziendale.

L’esecuzione del provvedimento ha interessato 17 centri del territorio nazionale, in cui hanno sede le società coinvolte o sono residenti i soggetti indagati, ubicati, oltre che in Puglia, anche in Trentino Alto Adige, Veneto, Lombardia, Toscana, Lazio, Basilicata, Calabria, Abruzzo.