Sab24102020

Ultimo aggiornamentoVen, 23 Ott 2020 5pm

Otto arresti tra gli affiliati alla Sacra Corona Unita: chi sono e i loro ruoli

Oltre cento poliziotti sono stati utilizzati per compiere un blitz alla Sacra Corona Unita nel Brindisino. Otto le persone arrestate. Inoltre sono 5 le persone che risultano essere state poste all'obbligo di firma. Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite a compimento di un'inchiesta, denominata Old Generation. fatta dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce sulla base di indagini svolte dalla Squadra Mobile di Brindisi. Gli arrestati - a parere degli inquirenti - risulterebbero collegati al clan capeggiato da Campana. L’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal gip del tribunale di Lecce, Edoardo D’Ambrosio, su richiesta della pm della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, Giovanna Cannalire.

Questi i nomi degli arrestati: Enrico Colucci 66 anni, di Brindisi; Angelo Pagliara,57 anni, di Brindisi, Teodoro Valenti 47 anni, di Brindisi, Antonio Signorile, 50 anni, di Brindisi, Alessandra Di Lauro 54 anni, di Brindisi, Cesario Monteforte 54 anni, di Brindisi. A questi si aggiungono i capi clan: Giovanni Donatiello, 59 anni e Francesco Campana, 47 anni, entrambi di Mesagne. Donatiello è uscito dal carcere nel 2018 dopo aver scontato una condanna all’ergastolo. Campana è detenuto al 41 bis presso la casa circondariale di Opera (Milano). 

Oltre agli arrestati ci sono anche persone sottoposte a obbligo di firma: Giuseppe Monteforte, 34 anni, di Brindisi, Lucia Monforte 52 anni, di Brindisi, Simone Sperti, 23 anni, di Brindisi; Marco Sperti, 33 anni, di Brindisi, Mara Riza, 31 anni, di Brindisi. Le persone indagate in questa nuova inchiesta sulla Sacra Corona Unita sono complessivamente 19.

Da questa inchiesta è risultato evidente il ruolo verticistico di controllo e gestionesvolto dai capi storici di riferimento Donatiello e soprattutto Campana. Quest'ultimo era aggiornata ed impertiva ordineper il tramite della sua compagna, Lucia Monterforte, che con regolarità si recava a colloquio da lui in carcere. A rendere operative quelle direttive era poi il fratello di Lucia, Cesareo Monteforte. Nella scala di comando era collocato sul gradino immediatamente inferiore a quello di Francesco Campana. (R.T.)