Ven22102021

Ultimo aggiornamentoLun, 18 Ott 2021 5pm

La vicenda della morte di due pescatori in India risale al 2012. Presto sarà interrogato anche il suo commilitone Girone

E' sereno il pugliese Massimiliano Latorre e lo è stato anche nel rispondere alle domande che in Procura a Roma gli hanno fatto per chiarire la sua posizione in merito alla morte in India, nel 2012, di due pescatori che sembravano pirati all'assalto della nave mercantile italiana Enrica Lexie. A difendere quella nave c'erano due fucilieri della Marina Militare italiana: Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, entrambi pugliesi, in forza al Reggimento San Marco che ha la "caserma Carlotto" a Brindisi. Per la Procura di Roma Latorre e Girone sono indagati per omicidio volontario in riferimento ai due pescatori indiani: Valentine Jelastine e Ajeesh Pink.

A difendere Latorre è l'avvocato Fabio Anselmo: "Noi siamo qui anche grazie a lui - ha detto l'avvocato riferendosi a Latorre - perché la prima comunicazione di notizia di reato ai pm la fece lui il 16 febbraio del 2012. Lui segnalava il rischio che le autorità indiane potessero configurare qualcosa di diverso rispetto a ciò che aveva vissuto: un tentativo di attacco di pirateria". "Siamo soddisfatti" ha sottolineato Anselmo a commento dell'interrogatorio di Latorre in Procura.

E' l'avvocato ha aggiunto:  "con il magistrato abbiamo ricostruito le circostanze in maniera serena, molto tranquilla nonostante il tempo trascorso di nove anni e i problemi di salute che ha avuto Latorre. Credo, comunque, che la realtà e la verità dei fatti sia emersa in maniera chiara. Noi auspichiamo una archiviazione ma ovviamente rispettiamo le determinazioni dell'ufficio".