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Ultimo aggiornamentoMar, 24 Gen 2023 1pm

C'è una taglia da incassare a chi aiuta risolvere il caso del furto sacrilego

La promessa è vera: sarà fatto un pagamento in contanti di 5 mila euro a chi restituirà il guanto di San Pio che è stato rubato, quasi 5 anni fa, a San Giovanni Rotondo (Foggia). A mettere una taglia per tentare di convincere il ladro sacrilego a restituire la reliquia è Giuseppe Saldutto che in passato è stato presidente dell'associazione Pro Padre Pio. E' lui che ha posto come condizione per quel pagamento che il guanto utilizzato dal santo frate con le stimmate sia restituito alle suore dell'Immacolata dell'istituto Santa Chiara di San Giovanni Rotondo.

Questa storia del furto è stata taciuta per tutti questi anni e se non ci fosse stato questo annuncio della taglia per la restituzione sarebbe rimasta segreta forse per sempre. Da quel poco che si sa è certo che la reliquia è stata trafugata da una teca proprio delle suore di Santa Chiara. Restano ora gli interrogativi sull'esito della proposta onerosa. Saranno sufficienti 5 mila euro per convincere il ladro a rinunciare alla sua "santa" refurtiva o a addirittura ad autodenunciarsi?

Che quel guanto rubato sia appartenuto davvero a San Pio è confermato da una documento ufficiale. A certificare quell'appartenenza fu Padre Gerardo Di Flumeri da Deliceto, confratello di San Pio e già vice postulatore della causa di beatificazione del frate cappuccino di Pietrelcina.

Alla preziosa reliquia, secondo la narrazione degli eventi religiosi riguardanti la vita di San Pio, vengono attribuiti poteri di guarigione in alcuni casi in cui fu indossata dalle mani stigmatizzate e adagiata sulle teste dei fedeli.

Il convento della suore che è stato privato del prezioso guanto di San Pio è situato a pochi metri dal santuario di Padre Pio. In un ambiente del convento sgorga dell'acqua e alcuni attribuiscono anche a questa sorgente poteri miracolosi.

San Giovanni Rotondo è meta di milioni di pellegrini da tutto il mondo ogni anno. Il furto di quel guanto non è solo un danno che offende la fede perché forse potrebbe incidere negativamente pure sulla capacità attrattiva, nell'ambito del turismo religioso, che ha questo luogo "santo e bello". (Rezarta Tahiraj)