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Ultimo aggiornamentoLun, 24 Feb 2020 5pm

Il programma della XIX rassegna internazionale di musica antica

È stata presentata la XIX edizione del «Barocco Festival Leonardo Leo». All’incontro hanno preso parte il Vicario del Prefetto, Pasqua Erminia Cicoria, il presidente della Provincia, Maurizio Bruno, il sindaco di San Vito dei Normanni, Domenico Conte, il sindaco di Brindisi, Angela Carluccio, gli assessori alla Cultura del Comune di Brindisi, Maria Greco, di Mesagne, Marco Calò, e di Cisternino, Giovanna Curci, il responsabile Affari territoriali di Enel (uno dei due main partner), Angelo Di Giovine, e il direttore artistico del Festival, Cosimo Prontera, per presentare una rassegna che torna a valorizzare celebri capolavori e autentiche riscoperte nel segno di Leonardo Leo, compositore della scuola napoletana del XVIII secolo nato a San Vito dei Normanni. Tutti gli ingressi sono liberi.

«La Prefettura di Brindisi – ha esordito Pasqua Erminia Cicoria – è lieta di ospitare la presentazione di uno tra gli eventi più qualificati e qualificanti della provincia, capace di realizzare, attraverso la sua formula itinerante, un’adeguata promozione del territorio. La manifestazione è riuscita negli anni a coinvolgere tanti appassionati del genere ma anche a generare nuovo interesse».

«Le Amministrazioni pubbliche vivono un momento drammatico dal punto di vista economico – ha continuato Maurizio Bruno -, per questo diventa sempre più importante avviare sinergie con i privati. Plaudo al Festival, una iniziativa che riesce a conciliare la bellezza della musica con la bellezza del nostro paesaggio artistico e storico».

«Mi piace pensare a Leonardo Leo – ha continuato Cosimo Prontera – come ad una star internazionale dell’epoca. La storia ci consegna una personalità artistica che può essere funzionale a valorizzare il nostro territorio, da un punto di vista della conoscenza delle sue ricchezze e dei riflessi in termini di economia indotta».

«Il Barocco Festival – ha sottolineato Domenico Conte – ha il pregio di consolidare il senso di comunità tra i centri della provincia che lo ospitano. Il suo percorso culturale, che attraversa il territorio provinciale, è un segno di identità che accomuna i nostri luoghi e la nostra gente».

«Un evento di ampio respiro come questo – ha aggiunto Angela Carluccio – è uno spazio da tutelare e far crescere all’interno di un territorio in difficoltà. Il Festival ha il merito di generare consapevolezza nella ricchezza dei nostri beni, nella storia che si trasforma in bellezza. Ed è da qui che occorre partire per cominciare una rivoluzione efficace e silenziosa».

«Lo slogan della rassegna invita a salire a bordo – ha osservato Maria Greco -, ed è un viaggio nel tempo e nella musica a cui tutti possono partecipare, perché la cultura è una opportunità che non ammette distinzioni».

«Anche il Comune di Cisternino vuole viaggiare – ha sottolineato Giovanna Curci – sulla scia di un evento che permette di aprire luoghi spesso trascurati o poco conosciuti. La musica è uno straordinario strumento di conoscenza, e i suoi interpreti sono i testimoni di un territorio che non smette di raccontare e di sorprendere».

«I beni del territorio – ha precisato Marco Calò – sono sentinelle della storia che narrano con i loro silenzi, sono il tratto irripetibile del passato che più ci appartiene. Occorre viverli e non solo visitarli, e il Barocco Festival è un’occasione unica per guardare più a fondo nella nostra storia».

«Enel sostiene la manifestazione – ha concluso Angelo Di Giovine – nell’idea che la cultura sia lo strumento più potente in grado di creare aggregazione e senso di appartenenza».

Si comincia domenica 21 agosto alle ore 21, presso il Chiostro dei Domenicani a San Vito dei Normanni, con «Cirilla e Arpasso», un celebre intermezzo, in prima esecuzione in tempi moderni, dal dramma «Pisistrato» composto da Leonardo Leo e messo in scena per la prima volta il 13 maggio 1714 nel «Teatro San Bartolomeo di Napoli». Gli intermezzi erano spettacoli brevi che si inserivano negli intervalli di altre opere (musicali o recitate). Il M.O Cosimo Prontera dirige l’orchestra baroque «La Confraternita de’ Musici», con il mezzosoprano polacco Agata Bienkowska nel ruolo di Cirilla e il baritono fasanese Angelo De Leonardis in quello di Arpasso. Nello spettacolo la partecipazione scenica di Angelo Raffaele Antelmi.

La XIX rassegna internazionale di musica antica prosegue giovedì 25 agosto alle ore 21, nella suggestiva cornice del Castello di Mesagne, con un concerto teatrale, «Mascher’Arti a Napoli… Musica nelle corti napoletane», che fa omaggio alla «Villanella», un’espressione artistica popolare carica di contenuti positivi ed ottimistici, che descriveva con semplicità la vita dei quartieri di Napoli. Le corti napoletane adottavano le cortigiane più evolute per accogliere gli ospiti con canti d’amore e di passione e danze esplicite di sensualità. In scena l’ensemble «Anonima frottolisti», nato ad Assisi dall’incontro di musicisti provenienti da esperienze musicali nei più affermati ensemble di musica antica europei.

Il «Barocco Festival» approda a Brindisi, nel Chiostro della Curia Vescovile, venerdì 26 agosto alle ore 21, con un intermezzo di Giuseppe Sellitto, «La vedova ingegnosa», tratto dall’opera seria «Demofonte» di Leonardo Leo. L’intermezzo andò in scena per la prima volta nell’estate 1735 nel «Teatro San Bartolomeo di Napoli», in dedica al sovrano Carlo VII di Borbone che l’anno prima era salito al trono di Napoli e Sicilia («fausto e trionfal ritorno dal Regno della Sicilia»): l’orchestra «La Confraternita de’ Musici», per la direzione del M.O Prontera, accompagna il soprano Claudia Di Carlo, nel curriculum anche una laurea con lode in ingegneria elettronica, e il baritono Angelo De Leonardis. Torna in scena anche Angelo Raffaele Antelmi.

Lo specchio d’acqua disseminato di luci riflesse del porto interno di Brindisi sarà lo splendido scenario di «Danzas de Rasgueado y Punteado», concerto in programma lunedì 29 agosto alle ore 21 in zona Sciabiche, porta Thaon De Revel. Protagonista sullo scivolo di alaggio del porto vecchio l’«Armonico Ensemble», un trio d’eccezione formato da Rosario Cicero (chitarra barocca), Simone Colavecchi (tiorba e liuto) e Antonio Del Sordo (percussioni storiche). La serata raccoglie i riverberi notturni del porto per liberare profumi e suoni d’oltremare permeati di influenze arabe, mentre colori esotici trapelano dalle danze di corteggiamento.

Il «Barocco Festival» sfoglia il suo programma e fa sosta a Cisternino, nell’atrio della Chiesa Santa Maria di Costantinopoli, martedì 30 agosto alle ore 21, con un programma, dal titolo «La Serenissima e la Teatralissima», che spazia da Leonardo Leo ad alcune pagine “veneziane” dedicate alla pratica della trascrizione, comune in epoca barocca, intesa come arte del ricostruire, di far rinascere una stessa musica sotto sembianze diverse esaltandone valore e bellezza. In scena elementi dell’«Accademia Hermans», fondata nel 2000 da Fabio Ciofini per esplorare il repertorio della musica antica.

Il «Festival» si sposta sul percorso di ricerca e di studio giovedì 1 settembre alle ore 21. Si torna a San Vito dei Normanni, nel Chiostro dei Domenicani, per una conversazione, dal titolo «Napoli al centro d’Europa», tra il M.O Prontera e il prof. Biagio De Giovanni, già rettore dell’Università orientale di Napoli e presidente della Commissione istituzionale del Parlamento europeo, uno dei maggiori filosofi italiani, sul ruolo centrale di Napoli nella civiltà culturale dell’Europa tra Seicento e Ottocento.

Dalla sala conferenze si torna ancora a quella musicale, nell’ex Convento Santa Chiara a Brindisi, per un programma dedicato a due strumenti musicali in voga nel tardo Barocco: la viola d’amore e la viola di bordone. Entrambe hanno un doppio ordine di corde: le prime generano il suono, le seconde risuonano “per simpatia”, essendo accordate sulla stessa frequenza. Appuntamento lunedì 5 settembre alle ore 21 con il trio «Guerra amorosa» composto da Raffaele Tiseo (viola d’amore), Giovanni La Marca (viola bordone) e Marco Ottone (viola da gamba). Titolo della serata: «La musica per Esterházy: eccentrica curiosità o sperimentazione?».

Ultimo titolo in programma «La canzone napoletana… prima della canzone napoletana». Un tema classico per la rassegna, che saluta l’edizione laddove si era messa in cammino, nel Chiostro dei Domenicani, a San Vito, martedì 6 settembre alle ore 21. Il concerto vocale e strumentale dell’ensemble «Festa Rustica», diretto dal virtuoso del flauto a becco, Giorgio Matteoli, compie un viaggio alla ricerca delle radici delle tradizioni popolari napoletane. Lo spettacolo chiude la kermesse numero diciannove, una finestra sulla musica antica che riporta la memoria sui passi del futuro.

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