Sab16102021

Ultimo aggiornamentoGio, 30 Set 2021 6pm

Rinuncia al posto che Tim le aveva assegnato dopo l'onorificenza ricevuta dal Capo dello Stato

Michela Picchione è stata l'unica pugliese insignita quest'anno del titolo di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica. Il suo caso era stato scelto personalmente dal Capo dello Stato Sergio Mattarella per il valore della testimonianza di vita contro lo sfruttamento del lavoro. Aveva avuto il coraggio, infatti, insieme a sue colleghe, di denunciare all'ispettorato del lavoro e al sindacato le paghe orarie risibili che percepiva lavorando in un call center nel Tarantino. Dopo l'onorificenza ricevuta dal presidente della Repubblica si era fatta avanti addirittura la TIM per proporle un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Contratto accettato e firmato ma adesso a quel posto fisso, che prima era il sogno della sua vita, Michela ha clamorosamente rinunciato. 

"E' stata una scelta difficile - ammette Michela - ma l'ho presa con il cuore pensando ai miei figli. E' madre di Emanuele, 14 anni, e Soraya, di 5 anni. Vuole dedicarsi di più alla sua famiglia. E con la TIM? "Ho ringraziato l'azienda per il bellissimo gesto - ha dichiarato - ma non volevo sacrificare ulteriolmente attenzioni e tempo da dedicare ai miei figli". In realtà oltre a questo aspetto prioritario ne esiste un altro: Michela non vuole sentirsi una privilegiata.

Dopo 18 anni di precariato ha denunciato lo sfruttamento sul lavoro con una retribuzione oraria, in alcuni periodi, addirittura di solo 33 centesimi all'ora ma lo ha fatto anche per le sue colleghe e con alcune di loro. Ora non vuole sentirsi privilegiata, l'unica ad aver ricevuto l'onorificienza e il posto fisso. Ha rinunciato a quest'ultimo per essere ancora più un esempio di lotta al precariato e al lavoro nero. (R.T.)