Lun09122019

Ultimo aggiornamentoMar, 19 Nov 2019 1pm

Prosa e musica al Teatro Giordano di Foggia

Al teatro Umberto Giordano di Foggia fuori dal cartellone di prosa, questa sera, 28 gennaio (sipario ore 21), è di scena lo spettacolo “Upupa – Il mio sogno è il mio ribelle”, ovvero “Gli uccelli” di Aristofane un classico del teatro greco antico in chiave attuale. L’adattamento e la regia sono di Antonio Orfanò (che è anche l’interprete principale), per una produzione dell’Associazione Culturale “La Chapliniana” di Roma. L’iniziativa è promossa dal Comune di Foggia, tramite l’Assessorato alla Cultura. Uno spettacolo che traccia il percorso dell’uomo, dalla ricerca della libertà alla distruzione del sogno di un mondo ideale, Upupa appunto, che i protagonisti raggiungono faticosamente. La distruzione di questo sogno è causata dalla forte ed incoercibile brama di potere, un potere ingannatore che si insinua nel mondo puro degli ideali e finisce per privare gli uomini dei propri sogni. Anche la commedia di Aristofane conserva ancora intatta tutta la sua carica di metafora senza tempo, simbolo della futilità di ogni aspirazione umana all’utopia, rappresentata per il grande autore dalla città ideale di Upupa. Gli uomini, impersonati da Pistetero ed Evelpide, cercano la pace e la serenità nella fondazione di una nuova città ideale, Upupa -situata nel mondo degli uccelli- dove regnino pace, serenità e giustizia, e dove siano osceni il potere, la corruzione, la perversione. Ben presto però i due protagonisti finiranno per cedere alle stesse lusinghe terrene da cui erano fuggiti, concedendosi ai vecchi richiami della corruzione, del potere, della perversione, e trasformando così l’agognato paradiso celeste in un inferno più che terreno in cui torna ad imperare la sete di potere e dominio. In Upupa my dream is my rebel king, l’upupa che dà il titolo all’opera scenica non compare sul palco, rimane irrealizzabile: su uno schermo bianco vengono proiettate le molteplici e conflittuali pulsioni umane, individuali e collettive. Conflittuali appunto, tanto che in scena il regista mescola e confonde linguaggi diversi. I livelli stilistici e funzionali della mente (conscio, preconscio, inconscio; immaginario, reale, simbolico; iconico e linguistico, ecc.) sono continuamente rimescolati perché la vita non è uno scopo e non tende a unificare o integrare il soggetto, è invece frutto della pura spinta del desiderio, di una pulsionalità che ci travolge, servendosi di qualunque oggetto pur di raggiungere il proprio fine, cioè il piacere. Il biglietto per lo spettacolo, al prezzo di 10 euro, si può acquistare presso il botteghino del teatro, il giorno della rappresentazione, dalle 19 fino all’inizio della rappresentazione.

Giovedì 29 gennaio, nuovo appuntamento con la stagione concertistica organizzata dall’Associazione “Amici della Musica” di Foggia in collaborazione con il Comune. In programma, il concerto del noto pianista barese Benedetto Lupo. Considerato dalla critica internazionale come uno dei talenti più interessanti e completi del¬la sua generazione, ha debuttato a tredici anni con il Concerto n.1 di Beethoven, imponendosi subito in numerosi concorsi internazionali, tra i quali il “Cortot” ed il “Ciudad de Jaén” in Europa, il “Robert Casadesus”, il “Gina Bachauer” e il “Van Cliburn” negli Stati Uniti. Nel 1992, quando la sua inten¬sa attività concertistica lo vedeva già impegnato nelle Americhe, in Giappone ed in Europa, ha vinto a Londra il “Premio Terence Judd”. E’ stato ospite delle più prestigiose istituzioni internazionali a New York, Parigi, Londra e Berlino ed ha suonato con la “Chicago Symphony”, la “Philadelphia Orche¬stra”, la “Boston Symphony”, la “Los Angeles Philharmonic”, la “Baltimore Symphony”, la “Montreal Symphony”, la “London Philharmonic”, la “Gewandhaus Orchester” di Lipsia, la “Rotterdam Philharmonic”, la “Hallé Orchestra”, la “Deutsches Symphonie-Orchester”, la “Orquesta Nacional de Espana” e, in Italia, per le istituzioni più prestigiose, come il Teatro alla Scala di Mila¬no, l’Accademia di S. Cecilia, l’Orchestra Nazio¬nale della RAI, l’Orchestra “Verdi” di Milano, il San Carlo di Napoli, la “Fenice” di Venezia, i Teatri Comunali di Bologna e di Firenze, il “Carlo Felice” di Genova, il “Regio” di Torino e il “Verdi” di Trieste. Ha inciso l’integrale delle composizioni per pianoforte e orchestra di Schumann. Nel 2005 la sua nuova incisione del Concerto Soirée di Nino Rota per “Harmonia Mundi” ha ottenuto ben cinque premi internazionali, tra i quali il “Diapason d’Or”. Insegna al Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli, tiene master class presso importanti istituzioni internazionali, è spesso invitato nelle giurie di concorsi internazionali e, dall’anno accademico 2013/2014, è titolare della cattedra di pianoforte nell’ambito dei corsi di perfezionamento dell’Accademia Nazionale Santa Cecilia di Roma. L’acquisto dei biglietti della stagione degli “Amici della Musica” si può effettuare presso il botteghino del teatro, il giorno stesso del concerto, a partire dalle ore 19.

IL PROGRAMMA:

Robert Schumann Blumenstück in re bem. magg. op. 19
Romanze op. 28
in si bem. min.
in fa diesis magg.
in si magg.
Intermezzo I
Intermezzo II

Sonata in sol min. n.2 op. 22
allegro
andantino
Scherzo
Rondò

Pëtr Il’ič Čajkovskij Grande Sonata in sol magg. op. 37
moderato e risoluto
andante non troppo, quasi moderato
Scherzo: allegro giocoso
Finale: allegro vivo