Mar12122017

Ultimo aggiornamentoLun, 11 Dic 2017 4pm

Il dibattito in Consiglio regionale per la situazione dell'Ilva

Gran dibattito in consiglio regionale della Puglia per la situazione Ilva, alla presenza, tra il pubblico, anche degli operai del siderurgico di Taranto che chiedono al governatore Michele Emiliano di ritirare il ricorso al Tar contro il decreto del Governo centrale.

Ad esempio il presidente Ignazio Zullo, a nome del Gruppo regionale di Direzione Italia, ha detto che il suo movimento politico “voterà gli ordini del giorno che contengono due linee d’indirizzo: il ritiro del ricorso al Tar contro il piano ambientale di AmInvestCo, e l’apertura al dialogo istituzionale solo nelle sedi competenti, siamo stanchi dei continui botta e risposta su giornali e social network. Siamo convinti che da un lato salute e lavoro, e dall’altro lavoro e occupazione, possano trovare una sintesi, ma per fare questo ci vuole equilibrio e adeguatezza”.

“Ciò però di cui siamo profondamente stufi – ha detto l'esponente di Direzione Italia - è che tutta la partita Ilva sia costantemente ingabbiata nelle diatribe politiche interne al Pd. Al presidente Emiliano, come già detto più volte, noi contestiamo il metodo e il paradosso del suo agire, perché si è fatto promotore di una legge sulla Partecipazione ma quando si tratta di prendere decisioni importanti che hanno ricaduta diretta sulle comunità, lui sceglie di non far partecipare nessuno. E contestiamo anche il fatto che puntualmente viene violato dal Presidente il patto di leale collaborazione tra Stato e Regione, e questo accade perché è continuamente impegnato ad inseguire il suo carrierismo politico.”
Il tema centrale – a parere di Zullo - “è l’inadeguatezza dell’azione politica e amministrativa di questa Regione e del suo Presidente, davanti alla quale noi e la popolazione pugliese siamo solo spettatori. Non presentiamo un ordine del giorno perché anche in questa circostanza la maggioranza fa e disfa in base al momento e alla circostanza, diventa un gruppo coeso a ridosso delle elezioni, ma è sempre in disaccordo quando bisogna rispondere ai bisogni della comunità pugliese”.  

Di parere contrario a Direzione Italia si è espresso il consigliere tarantino de La Puglia con Emiliano, Giuseppe Turco. “Nessuno può umiliare le istituzioni – ha detto Turco - che hanno difeso e che stanno difendendo la mia la città: il mio sindaco Melucci e il mio presidente Emiliano. E nessuno può esercitare il solito ricatto occupazionale nei confronti dei lavoratori. Io sarò sempre al fianco delle donne, degli uomini e dei bambini di Taranto”.

Contro il ricorso alla magistratura si è espresso invece il presidente del Gruppo dei Popolari in Consiglio regionale: “non è mai positivo quando la politica risolve le questioni con l’ausilio della magistratura, l’UdC è sempre stata al fianco dei lavoratori dell’ILVA e degli abitanti di Taranto, pur considerando che lo stabilimento ionico rappresenta un bacino produttivo da tutelare nell’interesse non solo della Puglia”.
Poi Cera precisa però che “la presa di posizione del governo regionale e del Comune di Taranto nasce proprio da un’acquisizione, organizzata per rilanciare lo stabilimento ionico, che si presta ad essere attaccata proprio da chi chiede maggiore rispetto delle regole, anche se può innescare un processo di sfilamento degli investitori e risolvere il problema con la soluzione più tragica per tutti: la chiusura dell’attività produttiva”.
Infine conclude affermando che “bene ha fatto il ministro Calenda a ricordare le somme impiegate per la questione ambientale dello stabilimento tarantino, ma da sole non bastano. O meglio non servono ad affrontare in modo compiuto la questione nazionale dell’acquisizione dell’ILVA. Si corre il rischio, a noi pare, che sullo sfondo di una questione fondamentale si inneschino questioni personali che finiscono per rendere vano ogni interesse generale, ovvero il rilancio produttivo e il rispetto dell’ambiente. Piano ambientale e piano industriale sono strettamente connessi, ma siamo convinti che sia prioritario un altro fattore: il tempo. Cioè il periodo che serve per rendere veramente efficace il piano presentato dal compratore e la salvaguardia della sicurezza ambientale, in verità già partita a spese dello Stato. Insomma, si faccia presto e si faccia bene”.