Mer21022018

Ultimo aggiornamentoLun, 19 Feb 2018 12pm

Il dimissionario assessore regionale Caracciolo resta candidato del PD alla Camera dei Deputati

Si è dimesso l'assessore all'Ambiente della Regione Puglia, Filippo Caracciolo. La sua decisione di rimettere le delega assessorile è stata comunicata questa mattina al presidente della Giunta regionale, Michele Emiliano. “Tale decisione è motivata esclusivamente – ha spiegato Caracciolo - dall'intento di tutelare l'amministrazione regionale e di consentire una serena prosecuzione delle indagini”. Caracciolo è attualmente candidato per il Partito Democratico alla Camera dei Deputati nelle elezioni politiche del 4 marzo.

Il presidente Emiliano ha deciso di assegnare le stesse deleghe (Qualità dell'ambiente - Ciclo rifiuti e bonifiche, Rischio industriale, Ecologia, Vigilanza ambientale) a Raffaele Piemontese.

Caracciolo, candidato PD in un collegio uninominale, è indagato per corruzione e turbativa d'asta nell'ambito di una indagine della Procura di Bari. L'inchiesta giudiziaria riguarda una gara d'appalto per 5,8 milioni di euro che doveva servire per la costruzione di una scuola media a Corato.

La guardia di finanza ha effettuato anche perquisizioni nell'ufficio e nell'abitazione di Caracciolo che è indagato nell'ambito dell'inchiesta giudiziaria sull'Arca Puglia. Un filone di indagini che portò il 5 dicembre scorso, tra l'altro, all'arresto dell'imprenditore Massimo Manchisi, Proprio l'impresa di quest'ultimo sarebbe stata favorita – secondo l'ipotesi accusatoria - dall'intervento di Caracciolo.
Dalle prime indagini emergerebbe che Caracciolo possa aver indotto il presidente della commissione aggiudicatrice della gara, Donato Lamacchia, a favorire l'impresa di Manchisi. Un favore che prevedeva – da quanto emerebbe in fase di indagine – un tornaconto elettorale: l'imprenditore avrebbe promesso appoggio nelle prossime elezioni politiche del 4 marzo.