Ven03122021

Ultimo aggiornamentoGio, 02 Dic 2021 5pm

De Biasi sul rilancio economico del porto di Brindisi

 
“La battaglia da condurre non riguarda il salvataggio delle poltrone, ma il rilancio di un territorio che non può continuare a essere penalizzato da tagli indifferenziati che rispondono solo alla logica della riorganizzazione della spesa, senza minimamente tener conto delle esigenze della collettività. L’Autorità portuale a Brindisi è solo una tessera del mosaico, ben più grande, che rappresenta il porto”: è quanto sostiene il presidente del gruppo consiliare “La Puglia prima di tutto” alla Regione Puglia, Francesco De Biasi.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Lupi, ha preannunciato che a giorni si provvederà all’accorpamento delle Autorità portuali italiane, da 24 a 14, dopo il rinvio dei primi di settembre. Secondo De Biasi, le istituzioni locali devono però preventivamente cercare di comprendere qual è la logica dei tagli: “E’ evidente che non si può e non si deve ragionare nell’ottica del 3% di risparmio che ogni ministero deve garantire – spiega – altrimenti si rischia di creare ulteriore danno alla competitività dei territori e, di conseguenza, del Paese. Brindisi ha un porto che finalmente è tornato a dare risposte dopo anni di problemi, come testimoniano gli ultimi dati. Ed è per questo che sarebbe delittuoso essere ricacciati indietro. E allora quello che serve è presentare al Ministero un programma a media e lunga scadenza nel quale si prova la volontà, e soprattutto la possibilità,di partecipare a pieno titolo ad una strategia regionale e nazionale di intervento e rilancio in un settore fondamentale sotto il profilo turistico, logistico, commerciale e produttivo di un Paese come il nostro, che sta cercando faticosamente di uscire dalle secche della crisi”.
De Biasi rivolge per questo un invito alla stessa Regione Puglia, alle istituzioni locali, alle forze sociali e agli operatori economici affinché si chieda a stretto giro un confronto di merito, prima che la mannaia dei tagli cali inesorabilmente su un territorio come quello brindisino, già duramente provato dalla crisi: “E’ una questione che riguarda il territorio – conclude il presidente – e che quindi coinvolge tutti noi. Il porto di Brindisi per una sua naturale posizione geografica, per la sua storia e per le potenzialità che offre non può essere condannato a vivere di luce riflessa, ma deve ridiventare un faro che segni la rotta da percorrere. Affinché ciò avvenga, nei tempi ristrettissimi che restano, tutti devono remare nella stessa direzione”./