Gio01122022

Ultimo aggiornamentoMar, 22 Nov 2022 1pm

Presidente Commissione sanità della Regione sollecita Asl a gestione sanitaria dei focalai covi

“L'attuale stato di difficoltà in cui versano ospedali e rsa della provincia di Brindisi è frutto di una chiara sottovalutazione del problema”. Lo dichiara Giuseppe Romano, presidente della commissione sanità della Regione Puglia, riferendosi al contagio da coronavirus.
“Risale all’1 marzo – fa sapere Romano - il mio appello a tracciare una mappa dei più deboli e quindi degli immunodepressi da tenere a debita distanza da ogni possibile rischio di contagio. Lo scorso 1 aprile, invece, ho chiesto con forza che venisse potenziato lo screening del personale sanitario degli ospedali di questa provincia, così come degli ospiti e del personale delle residenze sanitarie. Una operazione che è partita colpevolmente in ritardo, così come in ritardo è stato attivato il laboratorio che analizza i tamponi, con la conseguenza che in tanti hanno atteso quasi due settimane per sapere se erano positivi al virus.
Oggi, purtroppo, la situazione è esplosa, visto che ci sono situazioni importanti al San Raffaele di Ceglie Messapica, al Focolare di Brindisi ed al Focolare di Ostuni”.
Pino Romano ammette che “non è questo il momento delle polemiche e dell’accertamento di eventuali responsabilità. Oggi bisogna evitare che il contagio si propaghi ulteriormente e bisogna creare le condizioni ottimali per salvare la vita alle persone, a partire dagli anziani delle stesse rsa”.

Poi la proposta di Pino Romano diventa quasi una scelta obbligata: “l’Asl Brindisi prenda in carico immediatamente la direzione sanitaria di queste residenze ed invii infermieri ed oss per sostituire chi si trova in quarantena a causa della positività al tampone. Le rsa da sole non possono farcela a reggere il perso di una epidemia di tali proporzioni! Si proceda, inoltre, con l’acquisizione della foresteria della Cittadella della Ricerca per consentire al personale sanitario di non fare ritorno a casa (e quindi di limitare i rischi di contagio dei familiari).
Il problema va risolto sul posto, perché non ci vuole molto a comprendere che se gli ospiti delle residenze affetti da coronavirus venissero trasferiti in ospedale, il Perrino collasserebbe, con la conseguenze drammatiche si possono immaginare. Piacerebbe anche a me usare i toni rassicuranti che sento da più parti, ma la situazione è grave e non possono esserci ulteriori sottovalutazioni".