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Ultimo aggiornamentoMar, 11 Mag 2021 1pm

Gli investimenti per porti e aeroporti pugliesi e altre infrastrutture per non lasciare il Meridione in panchina

Nel disegnare l’Italia di domani le infrastrutture giocheranno un ruolo di primo piano. Lo stesso Piano di Rilancio e Resilienza nazionale lo riconosce assegnando tra alta velocità, porti e logistica intermodale 31,98 miliardi euro su 209 complessivi, cui si aggiungono ulteriori finanziamenti come quelli per il dissesto e le infrastrutture idriche. Loredana Capone, presidente del Consiglio della Regione Puglia, dichiara che proprio per questo sta facendo "squadra con gli altri Presidenti dei Consigli delle Regioni del sud per fare proposte comuni e condivise. Il Sud non può e non deve restare in panchina in questa partita. La Regione Puglia è in prima linea, le cittadine e i cittadini pugliesi, le imprese, e i tanti turisti che ogni anno affollano i nostri borghi e le nostre coste, meritano di essere trattati come tutti gli altri. È necessario, però, un piano di interventi strutturato, capace di agevolare gli spostamenti fuori regione e, al contempo, connettere il ferro e la gomma ai porti e agli aeroporti".

A parere della presidente Capone "basterebbe cominciare da quelle opere definite da tutti strategiche ma ancora oggi purtroppo ferme al palo da cavilli burocratici o più semplicemente per mancanza di visione. Per esempio incrementando gli investimenti per arrivare da Bari a Lecce con l’alta capacità Napoli - Bari, peraltro inserita tra le opere urgenti per il nostro Paese con la legge “Sblocca Italia”, e per la quale è già stato stanziato un miliardo e mezzo di euro e sembra sia finalmente essere partita la gara. L’opera collega due aree, quella pugliese e quella campana, che da sole rappresentano oltre il 4% della produzione meridionale e ridurrebbe di due ore il tempo di percorrenza tra le due città. E, ancora, rafforzando la dorsale adriatica. Entro il 2023 dovrebbero cominciare a viaggiare i treni alla velocità di 200 km/h da Bologna a Lecce, come già avviene oggi tra Brindisi e Lecce, avvantaggiando sia la Puglia che le altre regioni del centro nord come l’Emilia Romagna e le Marche. E se fosse realizzato anche il raddoppio della Termoli - Lesina, ad oggi bloccato per via della presenza dell’uccello fratino, si risparmierebbero 40 minuti tra Bari e Bologna e fino a un’ora tra Lecce e Milano".

Si tratta di due interventi importantissimi che il Governo deve impegnarsi a realizzare altrimenti tutto l’impegno regionale degli ultimi anni per favorire l’incremento dei trasporti pubblici e quelli ferroviari sarà completamente depotenziato. Tutti gli sforzi di investire sul territorio, sul turismo, rischieranno di essere vanificati se continueremo a ritrovarci isolati.

"Più che condivisibile, allora, il sit-in voluto dal consigliere Pagliaro, nell’ambito del quale - dichiara Capone - porterò il mio appoggio e sostegno. Auspico, anzi, che, aldilà di ogni differenza di colore politico e di ruolo istituzionale, possa esserci l’impegno corale di tutti a sostenere questa battaglia. Perché non c’è indagine statistica o studio economico che non dimostri quanto le infrastrutture possano incidere sul PIL e sullo sviluppo. Anzi, è proprio nel potenziamento delle infrastrutture e dei servizi connessi il perno del rilancio del sud e con esso dell’intero Paese".

Non si può più aspettare, bisogna invertire la tendenza, o il Sud accuserà il colpo di un danno irreparabile ma l’Italia tutta subirà il danno più grave: "quello di continuare a essere spaccata in due e, allora, non ci sarà Next Generation Eu che tenga - conclude Capone - perché fallirà completamente quel principio di coesione territoriale che consentirebbe al nostro Paese di competere con gli altri Stati europei, motivo, peraltro, per il quale l’Europa oggi ci affida una fetta così rilevante dei suoi fondi".