Gio01122022

Ultimo aggiornamentoMar, 22 Nov 2022 1pm

Quali conseguenze in Puglia se ci sarà il commissariamento per le energie rinnovabili

“Sul programma delle rinnovabili si prospetta il commissariamento di tutte le funzioni e il nostro tergiversare non ci farà ottenere alcun vantaggio in più. Lavarsi le mani non è una politica ma un atto di masochismo, in questo caso con una contabilità amara perché si tratta di investimenti compatibili con l’ambiente, di sicura prosperità e finalizzati alla pace. Il governo sta forse decidendo di intervenire  in sostituzione delle regioni, giustamente, per non darla vinta ai no-a-tutto inquinanti, decrescitisti e guerrafondai”. Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati che è anche esponente del Partito Democratico.

“Non decidere e addirittura salutare con sollievo l’intervento di espropriazione dei poteri da parte del Governo nazionale, è una scelta contro il futuro.
In Puglia si sceglie di non scegliere in ogni procedimento in cui c’è da esprime un parere o adottare un provvedimento.
Abbiamo decine di pratiche per fotovoltaico, eolico e biomasse, per una capacità di 15GW, ma tutto è fermo e nessuno si adopera a chiedere la modifica delle norme del piano paesaggistico che appaiono ostative. Su questo punto, anzi, si sentono alternative infondate e diversive, come il fotovoltaico limitato ai tetti e alle aree inquinate, ignorando che se pure si seguisse tale ricette nella totalità della superficie disponibile non si raggiungerebbe nemmeno un terzo della capacità richiesta come obiettivo al 2026, senza mettere in contabilità l’idrogeno e la riconversione a idrogeno di fabbriche come ILVA.
La probabile decisione del Governo nazionale di commissariare l’intero settore, per non subire i no-inquinanti dettati da ideologia, ha dunque il vantaggio di fare rapidamente e lo svantaggio di non poter più sottoporre a valutazione critica ogni pratica presentata e alla fine del procedimento poter trattare investimenti di responsabilità sociale da parte dei proponenti, così come previsto dalla normativa vigente.
Questa vicenda dimostra il grave problema politico in cui stiamo affogando, ossia la ricerca del consenso non nel merito dei programmi ma sulla base di esasperato tatticismo, assecondando ogni opinione, e reclutamento di personale politico a mezzo dell’uso preferenziale del potere”.