Sab01102022

Ultimo aggiornamentoDom, 04 Set 2022 12pm

Interventi dei consiglieri regionali Dell'Erba e De Leonardis

Il quinto omicidio in Capitanata da inizio anno è motivo di profonde riflessioni anche nella politica. Il consigliere regionale Paolo Dell'Erba, componete della Commissione sullo studio delle mafie in Puglia, torna a parlare del rinvio del Consiglio regionale monotematico, previsto per oggi, sullo sviluppo della Capitanata che passa attraverso la lotta alla criminalità. “La ministra Lamorgese ha perso l’occasione – dichiara Dell'Erba - per portare immediatamente la risposta dello Stato all'ennesimo omicidio a Foggia".

“La situazione in Capitanata non è semplice. Dobbiamo decidere cosa fare di questa provincia. Per questo la Regione – continua Dell'Erba - dovra’ impegnarsi e chiedere al Governo nazionale l'apertura di un tavolo tecnico per definire un programma di intervento e di sviluppo specifico per la provincia di Foggia con investimenti sul fronte soprattutto occupazionale oltre al contrasto alla criminalità. Sono due problemi che vanno affrontati e risolti insieme".

Sull problema criminalità in Capitanata è intervenuto anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giannicola De Leonardis. “Ci aspettavamo il Ministro Lamorgese per discutere dell’emergenza criminalità. Invece è arrivata prima la criminalità con l’ennesimo omicidio. E ciò che lascia sgomenti è la totale sottovalutazione, se non addirittura disinteresse, da parte del Governo verso un territorio in cui la cosiddetta “Quarta Mafia” è un fenomeno tanto conclamato quanto radicato”. Lo afferma il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giannicola De Leonardis, a poche ore dall’ennesimo omicidio avvenuto in via Lucera, alla periferia di Foggia. “Una esecuzione alla luce del sole, un numero di colpi esplosi impressionante, a due passi da una Parrocchia e in una arteria trafficata della città. Tutto ciò mentre il Ministro Lamorgese, tra qualche ora, avrebbe dovuto presenziare al Consiglio regionale monotematico dedicato alla Capitanata, che invece è stato rinviato a data da destinarsi per la sopraggiunta impossibilità del Ministro degli Interni a parteciparvi – prosegue De Leonardis che ricorda - All’inizio di gennaio di quest’anno, all’esito del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza presieduto dalla Lamorgese in Prefettura a Foggia, fu annunciato l’arrivo di 50 agenti di Polizia per rinforzare gli organici carenti in Capitanata. Siamo al 12 luglio, sono trascorsi esattamente 6 mesi da quel vertice. E di quei 50 uomini promessi, per la verità pochi rispetto al fabbisogno di legalità e sicurezza del territorio, non vi è traccia. Emblematici sono i casi di Foggia e San Severo in tal senso. Nel capoluogo dauno ci sono circa 60 agenti vicini alla pensione. Quindi già solo per Foggia città, dovessero arrivare domani mattina 50 rinforzi, sarebbero comunque insufficienti. Senza dimenticare che l’età media degli agenti operanti nel capoluogo si aggira intorno ai 50 anni. E i restanti 60 Comuni che compongono la Capitanata continuerebbero a rimanere paurosamente sguarniti. E non è certo una soluzione quella dell’illusione ottica di inviare per periodi brevi agenti distaccati da altri territori del Meridione che poi tornano alle loro sedi di appartenenza. Con l’unico risultato di spendere denaro pubblico per garantire fino ad oggi, a una ventina di unità, vitto e soggiorno. Degli allievi dell’ultimo corso, inoltre, come evidenziano rappresentanti sindacali, nessuno è stato assegnato a Foggia. A San Severo, altra città ad alta criticità criminale – sottolinea De Leonardis - mancano uomini e mezzi. Dal Commissariato, spesso, non può nemmeno uscire l’unica volante presente poiché in avaria e con le gomme lisce. Al Reparto Prevenzione Crimine, a 4 anni dalla sua istituzione, mancano ancora numerose unità. E continua a slittare la realizzazione del complesso unico che dovrebbe ospitare Commissariato, Prevenzione Crimine e Polizia Stradale”.

De Leonardis interviene anche sull’emergenza giudiziaria in Capitanata. “All’emergenza criminalità, che da quelli che sono i fatti non sembra essere un argomento presente nell’agenda del Governo, si aggiunge l’emergenza giudiziaria. Perché nella terra della “Quarta Mafia” esiste solo il Tribunale di Foggia, unico punto di riferimento per un territorio di 600mila abitanti e che ha una estensione tale da renderla la terza provincia italiana. Da tempo si leva la voce di tanti rappresentati istituzionali locali che chiedono il ripristino del Tribunale di Lucera. Che sarebbe certamente di supporto per diminuire la pressione sul Tribunale di Foggia, letteralmente ingolfato. Ma anche in questo caso non sembra interesse del Governo, nella fattispecie del Ministro della Giustizia Cartabia, risolvere questo problema attraverso l’istituzione della sede distaccata della Corte d’Appello”.
De Leonardis conclude: “Foggia e la Capitanata hanno bisogno di risposte radicali ed efficaci. Non si può pensare di combattere la criminalità nelle condizioni pietose in cui Magistrati e Forze dell’Ordine sono costretti, eroicamente ed in modo encomiabile, a combattere quotidianamente una vera e propria guerra. Le centinaia di migliaia di persone perbene che vivono in questo territorio pretendono di poter vivere, lavorare, costruire il proprio futuro e quello dei loro figli in una terra sicura. La “Quarta Mafia”, a differenza delle altre organizzazioni criminali tradizionali italiane, è un fenomeno a caratterizzazione locale, non regionale e internazionale. Il grido di dolore che proviene da questa terra, quindi, va ascoltato affinché questo cancro si possa estirpare definitivamente e in tempi rapidi”.