Dom31052020

Ultimo aggiornamentoVen, 29 Mag 2020 2pm

Riflessioni su candidatura di Stefàno a Presidente Regione Puglia

Su susseguono gli interventi a commento della decisione di Dario Stefàno di candidarsi a presidente della Regione Puglia. Newspuglia.it pubblica di seguito l'opinione del deputato Tony Matarrelli che è dello stesso partito di Vendola e Stefàno, cioè di SEL.

"La decisione di Dario Stefàno, figura di primo piano nel panorama politico pugliese, amministratore brillante e persona per cui coltivo amicizia e rispetto, di volersi candidare alla guida della coalizione di centrosinistra che dovrà competere per la Presidenza della Regione Puglia, impone una riflessione urgente - dichiara Matarrelli.

Perché tale determinazione, giunta ad appena tre giorni dall’assemblea regionale di SEL, alimenta l’ipotesi di un percorso già individuato altrove ma non nei luoghi deputati al confronto democratico.

Come già mi è capitato di dire diverse volte ed anche di recente in seno al mio partito, se avessi avuto la possibilità di un contraddittorio autentico e non predeterminato, avrei manifestato perplessità in merito a quelle manovre di vertice che tendono a smorzare l’entusiasmo di esperienze politiche così fertili.

Oppure avrei spiegato della necessità, davvero palpabile per chi pratica e quindi conosce le nostre province, di coinvolgere ed ascoltare i territori nel modo più ampio possibile, così da non lasciare che taluni percorsi sembrino imposti dall’alto. O ancora avrei potuto argomentare come l’opzione prioritaria per la candidatura alle primarie pugliesi fosse quella di Nichi Vendola, primo artefice di una visibile rinascita regionale nell’arco di tempo che va dal 2005 ad oggi.

Se, come ancora non ufficialmente, dovessimo trovarci dinanzi alla sua indisponibilità, avremmo dovuto allora ragionare sul significato assunto dalla «primavera pugliese», sull’eredità lasciata da tale stagione, sui suoi protagonisti.

Certo di interpretare un sentimento diffuso, condiviso da un cospicuo numero di militanti e amministratori del nostro partito ed esponenti della cosiddetta società civile, mi arrischio ad affermare quindi che forse sarebbe apparso naturale individuare la candidatura nella figura di Michele Emiliano, comprimario autorevole di quella primavera, degno erede dell’esperienza vendoliana ed in ogni caso personalità spessa e tanto magnetica da esercitare notevole attrazione anche sul popolo di SEL.".