Dom25082019

Ultimo aggiornamentoGio, 01 Ago 2019 4pm

Carabinieri denunciano operai nell'ILVA. Braccio di ferro per magistratura e governo Renzi

Carabinieri denunciano 19 operai al lavoro nell'altoforno 2 dell'Ilva: 16 dell'azienda e 3 della ditta appaltatrice Semat. Una situazione che è emblematica del braccio di ferro ormai esistente tra magistratura e governo centrale proprio in merito al siderurgico di Taranto.

L'impianto è ancora sottoposto a sequestro senza facoltà d’uso dalla Procura però è stato rimesso in marcia da un decreto del governo Renzi e gli operai ci lavorano di continuo alternandosi nei turni di produzione. Il punto è proprio questo: può una decisione del Governo vanificare l'efficacia di un provvedimento della Magistratura che ha la finalità, nell'ambito dell'inchiesta giudiziaria, accertare responsabilità civili e penali di situazioni di grande e grave pericolo?

L'altoforno2 è stato posto sotto sequestro dopo che l’8 giugno scorso un operaio di 35 anni, Alessandro Morricella, è morto perché investito da una fiammata mista a ghisa incandescente. Una morte atroce giunta dopo quattro giorni di agonia causati dalle ustioni subite dall'operaio. Il pm, per quella tragedia, ha iscritto dieci persone nel registro degli indagati ipotizzando corresponsabilità nel reato di omicidio colposo.
A meno di un mese, il 3 luglio scorso, il Governo Renzi ha emesso un altro decreto sull'Ilva e quest'ultimo consente all’azienda di mantenere in marcia l’altoforno 2 nonostante i rilievi mossi dalla magistratura. Provvedimento che ovviamente ha scatenato reazioni in una parte dell'opinione pubblica e soprattutto nella magistratura che si è posta un dubbio sulla costituzionalità di quel decreto governativo.

Secondo il gip Martino Rosati, infatti, il provvedimento del governo violerebbe sei articoli della Costituzione. Rosati ha inviato la documentazione alla Corte di Cassazione e si attende il pronunciamento. Nel frattempo risulta respinta la richiesta di facoltà d'uso degli impianti.

Insomma i carabinieri oggi non avrebbero fatto altro che constatare che i sigilli di sequestro sono stati violati dai 19 operai al lavoro all'interno dell'altoforno 2 e per questo sono stati denunciati. Non è escluso che nel prosieguo delle indagini i carabinieri provvedano ad acquisire e denunciare pure gli altri operai che, nei turni precedenti, sono stati a lavoro nell'impianto.

Una situazione che ha scatenato, ovviamente, anche le reazioni dei sindacati.

C'è stato un incontro con l'azienda per chiedere chiarimenti sull'accaduto e garanzie per i lavoratori e quest'ultima – secondo quanto riferito dalle Rsu – avrebbe dichiarato che la linea aziendale è di attenersi al decreto legge ma che sarà interessata la prefettura per avere ulteriori elementi di certezza.

Marco Bentivogli, segretario nazionale della Fim Cisl ha commentato così le denunce fatte dai carabinieri: "La sicurezza dei lavoratori è sempre più a rischio in Ilva di Taranto. Nei diversi contenziosi vogliamo garanzie altrimenti la fermiamo noi la fabbrica". (Giancarlo Vincitorio)