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Ultimo aggiornamentoVen, 16 Feb 2024 9am

Clan Diomede imponeva ai commercianti del rione Carrassi di Bari di acquistare merce di bassa qualità a prezzo maggiorato. Chi sono i quattro arrestati

I commercianti di Bari del mercato di Santa Scolastica, a Carrassi, pagavano tutti il pizzo acquistando mediante pressioni esercitate dal clan Diomede prodotti di consumo ad un prezzo maggiorato e qualitativamente inferiore rispetto alla concorrenza. A prezzi alti acquistavano anche giacchio e buste di plastica.

Il sistema estorsivo è stato stroncato dalla squadra mobile che ha arrestato Francesco Diomede di 46 anni, Giovanni Sedicina, di 35, Francesco Ungredda, di 51, e Vito Magistro, di 20, tutti con precedenti di polizia. Sono accusati a vario titolo di estorsione aggravata e di evasione dai domiciliari. Nei loro confronti è stata emessa una ordinanza di custodia cautelare dal gip del Tribunale di Bari Francesco Agnino, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia.

Secondo quanto risulta dalle indagini nessuno dei commercianti poteva sottrarsi agli acquisti imposti dal clan Diomede. Insomma si è verificato ciò che purtroppo accadeva anche nel vecchio mercato di via Montegrappa, quello precedente al trasferimento in Santa Scolastica. Conferme che, da fine 2015, stanno facendo luce sul fenomeno del racket nel quartiere Carrassi.

Il capo della Squadra Mobile, Luigi Rinella, afferma che nonostante il sistema di estorsioni fosse così "diffuso e palese", le indagini si sono scontrate ancora una volta con un muro di omertà. Pur a fronte di una mano tesa, e della proposta ad aderire al 'gruppo della legalità', qualcuno continua a preferire di stare nel mezzo, in un limbo", e di non denunciare. “Su 18 operatori mercatali, convocati a campione dalla Questura per raccogliere elementi utili all'indagine, solo sette – fa sapere Rinella - hanno deciso di raccontare le estorsioni subite”. Le indagini si sono avvalse anche delle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, prima vicino al clan Diomede.

Dall'attività investigativa emerge che oltre al presunto capo clan Francesco Diomede un ruolo centrale nelle estorsioni è stato svolto da Giovanni Sedicina. Il mese scorso, nonostante quest'ultimo fosse agli arresti domiciliari, si è recato al mercato Carrassi per risolvere in modo eclatante le resistenze di un commerciante che aveva chiesto che la fornitura delle buste di plastica fosse pagata almeno allo stesso prezzo presso delle ditte concorrenti. Le minacce a quel commerciante di Santa Scolastica dovevano servire ad intimorire anche tutti gli altri. E tutti, infatti, hanno sempre pagato senza mai protestare. Ora gli arresti compiuti dalla polizia ha liberato i commercianti dall'estorsione. (Cosima Miacola)