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Ultimo aggiornamentoLun, 19 Feb 2018 12pm

L'avvocato del fidanzato di Noemi Durini: Lucio non sta bene

E' durata poco più di un'ora l'udienza questa mattina per l'omicidio di Noemi Durini, la 16enne di Specchia (Lecce) il cui corpo fu trovato nel settembre scorso sotto un cumulo di pietre a Castrignano del Capo, nel Salento. Nell'udienza il fidanzato della vittima, da poco 18enne, Lucio è sembravo provato nel fisico e non ha pronunciato neppure una parola. Comunque non era previsto un suo intervento in aula. Eppure qualche giorno dopo il macabro ritrovamento del cadavere proprio Lucio si era recato spontaneamente in caserma dai carabinieri per parlare tanto con la finalità di accusarsi dell'omicidio.

Ma Lucio, che è di Montesardo (frazione di Alessano), è in grado di intendere e volere? Proprio su questo si sono scontrate oggi le opposte tesi della difesa dell'imputato e dell'avvocato della famiglia di Noemi. Oggi i protagonisti sono stati i periti per l'incidente probatorio. La perizia disposta dal giudice delle indagini preliminari ha confermato che Lucio è in grado di intendere e volere. Lo hanno evidenziato chiaramente lo psichiatra Alessandro Zaffarano e la psicologa Maria Grazia Felline, incaricati dal Gip, quando hanno esposto i risultati della loro perizia, secondo la quale L.M., ormai diciottenne, era capace di intendere e di volere al momento dell’omicidio.

La difesa del ragazzo chiede ulteriori approfondimenti delle sue condizioni di salute. “Non sta bene. Lucio è molto segnato da quanto avvenuto”. Lo ha detto l'avvocato Luigi Rella nel parlare del suo assistito con i giornalisti all'uscita dell'udienza. Lucio per partecipare a questa udienza è stato trasferito dal carcere minorile di Cagliari al Tribunale dei minorenni di Lecce. 

Va ricordato che Lucio da circa un mese ha cambiato versione dei fatti contraddicendo totalmente la sua confessione dell'omicidio. Da reo confesso si è trasformato in accusatore. L'assassino non sono io – avrebbe detto agli inquirenti – ma un meccanico residente nel comune di Salve (Lecce), Fausto Nicolì, il quale però si è già recato dagli inquirenti per dichiarare la propria estraneità all'omicidio. L'inchiesta per l'omicidio di Noemi Durini ha come unico imputato questo ragazzo che i suoi avvocati, Paolo Pepe e Luigi Rella, difendono affermando di non condividere affatto le conclusioni a cui sono giunti i periti incaricati dal Tribunale: "Vogliamo approfondire questo aspetto - fanno sapere i due avvocati - perché sicuramente c’erano delle turbe, dei problemi. Nei giorni immediatamente precedenti all’omicidio il ragazzo è stato sottoposto a diversi trattamenti sanitari obbligatori".

Il meccanico 49enne è accusato di omicidio volontario proprio da una lettera scritta dall'attuale unico imputato. Al momento a Nicolì sono contestati anche i reati di prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico. Tra i nomi degli accusati che risultano nel fascicolo giudiziario condiviso dal sostituto procuratore per i minorenni Anna Carbonara e dal pm della Procura ordinaria Donatina Buffelli c'è anche il padre di Lucio. E' accusato di concorso in distruzione di cadavere ed è difeso dagli avvocati Luigi Piccinni e Stefano De Francesco. (R.T.)