Mer15082018

Ultimo aggiornamentoDom, 29 Lug 2018 4pm

Chi è il nuovo sottosegretario Miur Salvatore Giuliano e cosa ha fatto quando è stato preside del Majorana a Brindisi

E' l'unico pugliese della squadra di governo del presidente del Consiglio Conte. Salvatore Giuliano, preside dell'Istituto industriale e Liceo delle scienze applicate "Ettore Majorana" di Brindisi, è un pugliese doc proprio come il capo del governo. Ha 51 anni e gli ultimi nove gli ha trascorsi a dirigere quell'istituto scolastico a Brindisi. Questa mattina ha giurato fedeltà alla Repubblica italiana accettando l'incarico di sottosegretario al Miur (Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca). Il nuovo ministro è Marco Bussetti.

Forse è stata la sua laurea in economia a stimolare Giuliano per una gestione della scuola in modo manageriale, con un piglio innovativo. In pochi anni il “Majorana” di Brindisi è diventata una delle scuole più all’avanguardia d'Italia. Con il governo Renzi è stato finanche consigliere del Miur. Poi il leader del M5S, Luigi Di Maio, in campagna elettorale è stato in visita in quella scuola brindina e si è addirittura ipotizzato per Giuliano l'incarico di ministro. A carte giocate il ruolo che gli è stato assegnato risulta essere, invece, quello di sottosegretario. Suo parigrado nello stesso Miur è stato nominato l'on. Lorenzo Fioramonti. Complessivamente nel governo Conte i sottosegretari sono 39 mentre sei sono i viceministri. Tra le 45 nomine l'unico pugliese è proprio Salvatore Giuliano.

Ha indubbie qualità gestionali. Ha dimostrato di conoscere molto bene i problemi della scuola e di saperli risolverli con i poteri limitari di un preside.

Nel 2009 è riuscito a fare sostituire i libri di testo con materiali didattici realizzati dai docenti. Le famiglie pagavano 35 euro l’anno i libri risparmiando in questo modo oltre 300 euro l’anno. Risparmi che la scuola ha saputo investire in tecnologia. Oggi quel progetto “Book in progress” del Majorana di Brindisi è una rete nazionale. Non resta che attendere per vedere quali risultati riuscirà a produrre nella scuola con il nuovo ruolo che la politica gli ha assegnato. (R.T.)