Dom24032019

Ultimo aggiornamentoMar, 19 Mar 2019 9am

I genitori di Noemi Durini si erano opposti alla richiesta di archiviazione indagini su padre e madre di Lucio, omicida reoconfesso

Si dovrà continuare ad indagare sui genitori pugliesi del reoconfesso omicida di Noemi Durini, la 16enne scomparsa il 3 settembre 2017 da Specchia (Lecce) e fatta ritrovare nel Leccese sotto un cumulo di pietre. Lo ha deciso il Gip di Lecce Vincenzo Brancato. Si era espresso in modo opposto invece il sostituto procuratore della procura di Lecce Donatina Buffelli. A parere di quest'ultima non era più necessario continuare ad indagare sui genitori di Lucio, il presunto omicida ed ex fidanzatino di Noemi già condannato in primo grado. Il Gip ha rigettato invece la richiesta di archiviazione presentata dal pm Buffelli. Di conseguenza si dovrà ancora indagare sul ruolo che Biagio Marzo e Rocchetta Rizzelli potrebbero aver avuto, in qualsiasi modo, nell'aiutare il loro figlio Lucio in questo omicidio orribile. Lucio è in carcere per aver confessato l'omicidio della sua fidanzata ma i genitori della vittima hanno sempre accusato Marzo e sua moglie Rizzelli di aver collaborato o aiutato Lucio a disfarsi del cadavere di Noemi.

Il gip ha disposto ulteriori 4 mesi di indagini sulla posizione del padre e della madre del giovane dopo che i genitori di Noemi si erano opposti alla richiesta di archiviazione del pm. Che le famiglie dei due ex fidanzatini fossero in contrasto non era mistero in paese. Il padre di Noemi qualche giorno dopo la notizia del ritrovamento del cadavere della propria figlia tentò di avvicinarsi all'abitazione di Lucio per gridare al genitore di quest'ultimo che era in casa: "sei un bastardo" e poi per giustificarsi davanti ai giornalisti aggiunse: "me l'ha ammazzata lui mia figlia". Più volte ha detto il papà di Noemi che a quell'omicidio, forse solo per nascondere il cadavere, c'era stato anche il padre di Lucio. Era inevitabile quindi che, con sua moglie, si sarebbe opposto alla richiesta di archiviazione del pm. Si dovrà indagare ancora per non lasciare neppure il più piccolo dubbio su questa terribile vicenda. 

Non a caso il gip, nell'ordinanza con cui dispone alla Procura di Lecce un supplemento di indagine, scrive come "ipotizzabile coinvolgimento degli indagati nei reati di omicidio della minore e di soppressione di cadavere". Cadavere che fu trovato, dopo 10 giorni dalla scomparsa, a Castrignano del Capo (Lecce), a una trentina di chilometri da casa. Cadavere nascosto malamente con delle pietre in una campagna di località San Giuseppe, non molto distante dalla strada per Santa Maria di Leuca.

Da quanto risultò dall'autopsia, Noemi fu seppellita viva sotto un cumulo di pietre e morì asfissiata dopo essere stata picchiata, probabilmente a mani nude, e successivamente accoltellata alla nuca. (R.T.)