Mar25062019

Ultimo aggiornamentoLun, 17 Giu 2019 7pm

Appartengono a 4 gruppi criminali di trafficanti di droga i 27 uomini arrestati: 6 italiani e 21 albanesi. I loro nomi

Sono durate due anni le indagini che hanno fatto arrestare 27 trafficanti di droga in Italia e Albania. Con la droga dall'Albania arrivavano anche armi e munizioni da guerra. Sono quattro i gruppi criminali italo-albanesi colpiti dall'antimafia. E' stato scoperto che avevano basi operative in Puglia (nella province di Lecce e Brindisi) e ramificazioni in altre sei regioni: Calabria, Toscana, Emilia Romagna, Sicilia, Liguria, Lombardia.

L'operazione antidroga è stata compiuta mediante un'efficace collaborazione tra gli investigatori italiani e albanesi. Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia, che nei giorni scorsi è stato in Albania, probabilmente per coordinare personalmente proprio le conclusioni di questa operazione, ha spiegato la collaborazione tra gli investigatori delle due Nazioni: “abbiamo lavorato mediante la Sic: la Squadra investigativa comune che rappresenta una rivoluzione molto positiva nelle conduzione delle indagini all'estero”.

In sostanza, come ha confermato anche il procuratore capo di Lecce Leonardo Leone De Castris, mediante “la Sic sono state bypassare le rogatorie tradizionali”. Inoltre, con la Sic, la polizia giudiziaria italiana e albanese, su mandato delle rispettive magistrature, possono, in coordinamento tra loro, acquisire prove nel territorio estero che hanno una validità immediata processuale”.

L'operazione antidroga è stata denominata “Fiori di primavera” ed ha richiesto l’impiego di oltre cento militari del Comando provinciale di Lecce e del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata di Roma (Scico) della Guardia di finanza, coordinati dalla Direzione nazionale antimafia e dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce.

Sono ora in carcere: Altin Avduramani, 46enne albanese, residente a Castro; Arben Pazi, 42enne albanese; Arbinor Hoxhaj (alias Arbi o Il Biondo), 34enne albanese; Artur Malo (alias Mucaj Artur), 35enne albanese; Bernard Tahira (alias Ben e in precedenza di nome Bernard Shametaj), 35enne albanese; Bilbil Kabello (alias Bibla), 34enne albanese; Denis Pashaj, 33enne albanese; Dino Abazi (alias Loku), 37enne albanese; Dorian Alikaj (alias Il Contadino o Dori), 34enne albanese; Dorian Pashaj, 34enne albanese; Eduat Sallaku, 50enne albanese; Elvi Xamo (alias Gozhda), 40enne albanese; Erjon Xhelili, 36enne albanese; Fatmir Xhelili (alias Miri), 38enne albanese; Klaudio Fani (alias Klodi), 34enne albanese; Kristian Nuredinaj (alias Cidhe), 36enne albanese; Kujtim Elmazi (alias Xhek), 58enne albanese; Luka Beqiraj (già Kriols), 32enne albanese; Nertil Gerra, 31enne albanese; Raul Zenunaj (alias Babo o Babush), 40enne albanese; Ajet Cepaj, 50enne albanese; Giancarlo De Simone, 52enne di Oria.

Beneficiano invece degli arresti domiciliari: Donato Carlucci, 35enne di Brindisi; Gianfranco Contestabile, 51enne di Brindisi; Salvatore Santoro, 51enne di Brindisi; Giuseppe Vantaggiato, 41enne di Brindisi; Francesco Tarantini, 62enne di Brindisi.

In Italia oggi sono stati arrestati: Dorian Alikaj; Altin Avduramani; Ajet Cepaj; Klaudio Fani; Artur Malo, Raul Zenunaj; Giancarlo De Simone, Gianfranco Contestabile; Salvadore Santoro; Francesco Tarantini; Giuseppe Vantaggiato.

Mentre ad essere arrestati in Albania, sempre oggi, sono stati: Luka Beqiraj; Bilbil Kabello; Arbnor Hoxhaj; Denis Pashaj, Kujtim Elmazi; Kristian Llanaj. Ciò significa quindi che alcuni presunti trafficanti sono riusciti a rendersi irreperibili in Albania e che quindi sono ancora da rintracciare per essere arrestati e processati. 

Il lavoro della Squadra investigativa comune continuerà ora per indagare e verificare, soprattutto in Albania, le eventuali operazioni di riciclaggio e del reimpiego di capitali derivanti proprio da questro traffico di stupefacenti. (R. T.)